31 Agosto 1943: gli alleati bombardano Pisa. In pochi minuti oltre 1.000 bombe sulla città

Il 31 Agosto 1943, durante la seconda guerra mondiale, si svolse il bombardamento di Pisa. L’azione fu condotta da aerei Boeing B-17 dell’esercito statunitense. La stima sulle perdite umane parla di un numero di morti compreso tra 900 e 2.000 unità. Quanto ai danni, il bombardamento avrebbe provocato la distruzione di circa 2.500 case.

Le bombe alleate, lanciate con precisione soprattutto nella zona della stazione ferroviaria, risparmiarono i capolavori artistici della città, soprattutto Piazza dei Miracoli con la Cattedrale, il Battistero, il Campo Santo, e il Campanile alias Torre pendente. Tante altre zone, tuttavia, non furono risparmiate: Porta a Mare, Porta a Lucca, Porta fiorentina, La Cella e anche varie fabbriche della zona. Il bombardamento avvenne all’ora di pranzo, mentre molti civili erano a tavola. In pochi minuti vennero sganciati sulla città oltre 1.000 bombe.

Un mese prima dell’attacco alleato sulla città toscana, il 25 Luglio, il regime fascista cadde a seguito della sfiducia da parte del Gran Consiglio del Fascismo nei confronti di Mussolini. Il governo del paese fu affidato a Pietro Badoglio, che rimase in carica fino all’8 Giugno 1944. Badoglio avviò subito le trattative per arrivare a un armistizio con gli Stati Uniti.

Il documento, tuttavia, venne firmato il 3 Settembre, appena tre giorni dopo la distruzione di Pisa e il pesante sacrificio della sua popolazione in termini di vite umane. L’accordo fu siglato a Cassibile, frazione di Siracusa. In rappresentanza dell’Italia era presente il Il Gen. Giuseppe Castellano, nato a Prato il 12 settembre 1893 e morto a Porretta Terme il 31 luglio 1977.