2 Settembre 1847: Domenico Romeo e la rivolta di Reggio Calabria e Messina

Il 2 Settembre 1847 accadde un fatto importante nell’ambito del Risorgimento italiano: a Reggio Calabria e Messina scoppiò la rivolta anti-borbonica prepatara dal patriota reggino nonché martire del risorgumento, Domenico Romeo. Nato a Santo Stefano in Aspromonte nel 1796 e fratello minore Giovanni Andrea Romeo, Gran Maestro della Carboneria, la società segreta rivoluzionaria italiana nata proprio negli anni precedenti il Risorgimento, Romeo sviluppò un forte amor patrio e un’avversione a ogni forma di tirannide che lo portarono a organizzare personalmente una rivolta.

Il suo grande lavoro svolto in tutto il Mezzogiorno per risvegliare i liberali, sfiduciati e intimoriti dalle culminò, secondo gli storici, nell’ideazione e promozione del moto soppiato il 2 settembre 1847, che lanciò facendo sventolare il tricolore proprio dal suo paese d’origine Santo Stefano. A capo di circa 500 seguaci, Romeo istituì un governo provvisorio Reggio Calabria. La rivolta scoppiò anche a Messina, ma comunque fallì dopo pochi giorni, mentre la repressione dei borbonici fu durissima.

Romeo venne assassinato e barnbaramente decapitato il 15 Settembre dopo un conflitto fuoco in contrada Cicciarello di Marrappà, nei pressi di Podàrgoni, frazione di Reggio Calabria. Scrisse di Lucio Villari su La Repubblica: «Pochi sanno che la grande fiammata rivoluzionaria del 1848 che investì l’Italia e l’Europa, e dalla quale ha inizio il nostro Risorgimento nazionale, fu accesa proprio a Reggio il 2 settembre 1847».